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Mobilitazioni

Dopo la Wto, ultima fermata Copenaghen

Dopo la Wto di Ginevra e le iniziative del 28 novembre è venuto il momento di attivarsi in occasione della COP15 di Copenaghen sui cambiamenti climatici. Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo si stanno mobilitando per inviare ai Governi del pianeta un messaggio forte e chiaro. E' tempo di agire. E subito.
Come Fair abbiamo scelto di farlo in diversi modi: [...]

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Clima

Al COP15 tagliano "democraticamente" i permessi d'entrata

Un taglio all'affollamento. Almeno ufficialmente. In realtà è un taglio alla possibilità per Ong, Organizzazioni internazionali, Ong, popoli nativi, sindacati e altri testimoni "scomodi" dei cambiamenti climatici di fare sentire la propria voce nei giorni in cui cominceranno ad arrivare alla COP15 i leader globali per il rush finale dei negoziati.  Comincia oggi a Copenhagen la distribuzione di "doppi badges".

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La Via Campesina COP 15

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La Via Campesina Action in front of Danish Meat Council buiding, Copenhagen 13 December 09 to denounce this model of intensive industrial production- from the soya and its transportation to the export of the meat Interventions of Danish Farmer Ole Davidson from Frie Boender, Marie Smekens La Via Campesina Belgium, Dayana Mezzonato MST Brazil, Alberto Zoratti Fair Italy "These pigs are mainly fed by GMO soya grown industrially in deforested land in South America from which the true owners have been expelled. Huge amounts of fuel are used for the transportation of soya and pork exportation. the agricultural practice connected with the pig industry turns the soil of Denmark into carbon dioxine and dead dust."

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Fair alla Cop15

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Copenaghen. I cambiamenti climatici sono un fenomeno fortemento interconnesso con il sistema economico e con i principi che lo regolano. Alberto Zoratti di Fair è in questi giorni alla Cop15 per seguire questo aspetto ma anche per sostenere i movimenti che a gran voce chiedono una messa in discussione del sistema stesso.

Copenhagen 16/12/09

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Reclaim the power
Resistance of the demo
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Reclaim the power
Police attack the delegates inside the Bella Center
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Conferenza stampa di CJN! e CJA

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Manifestazione a Copenhagen

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l'intervento del G77

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Ambassador Lumumba Stanislaus-Kaw Di-Aping – representing the G77 - gives Martin Luther King Speech of the 21st Century at COP15.
He calls for DEVELOPED countries cut emissions by 52% by 2017, 65% by 2020, 80% by 2030 & well above 100 by 2050 at a max. increase of 1.5C.

Part 1:
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The Big Ask: Climate change, "ACT NOW!"

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Attivati! Partecipa anche tu

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Spettabile Ministro Prestigiacomo
chiediamo un impegno vincolante ed una politica coerente per non cambiare il nostro pianeta

Aiutaci a fare pressione sul Ministro per l'ambiente Stefania Prestigiacomo

spedisci l'email qui allegata a:

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Spettabile Ministro,

La Conferenza delle Parti in svolgimento a Copenaghen in questi giorni è un evento di primaria importanza sul percorso verso un futuro sostenibile. Lo hanno capito i cittadini di tutto il mondo, lo hanno avvertito i mass media, che oramai da molti mesi stanno organizzando iniziative, approfondimenti, analisi su quello che sta determinando un modello di sviluppo assolutamente insostenibile.
Noi, come cittadini responsabili ed attivi per la costrizione di un futuro sostenibile a partire da un progressivo e concreto cambiamento dei nostri stili di vita, crediamo sia necessaria un'inversione di rotta con una conclusione vincolante per la diminuzione delle emissioni di gas serra e lo stanziamento di risorse cospicue e reali per far fronte ad un cambiamento radicale delle nostre economie. Così come i Paesi hanno scelto di stanziare miliardi di dollari per salvare il sistema finanziario causa della crisi economica che stiamo vivendo, crediamo sia ancor più necessario investire risorse per cambiare rotta in modo definitivo sulla questione del cambiamento climatico.
Un fenomeno che avrà pesanti ripercussioni non solo sugli ecosistemi, ma anche sulle comunità umane, colpendo pesantemente quei Paesi, molti dei quali africani ed asiatici, già vittime di un sistema economico che ne ha depredato le risorse.

Per questo, in occasione della COP15 di Copenaghen, chiediamo:

- una posizione chiara nella direzione di un accordo vincolante su una reale diminuzione delle emissioni di gas serra e su stanziamenti concreti per le politiche di adattamento al cambiamento climatico;

- un sostegno diretto a tutte le fonti rinnovabili e ad una politica reale di diminuzione degli sprechi energetici e dell'aumento dell'efficienza nell'utilizzo dell'energia, escludendo l'opzione del nucleare tra quelle considerate;

- una reale coerenza nelle politiche, che tenga presente come le posizioni assunte in altri organismi internazionali come la Wto a favore di liberalizzazioni spinte e di un'apertura dei mercati siano in netta controtendenza con l'esigenza di un sistema economico ambientalmente sostenibile;

- un sistema commerciale globale che disciplini il comportamento delle multinazionali, oggi libere di delocalizzare le loro produzioni in territori con regolemantazioni ambientali deboli e non vincolanti.

C'è bisogno di agire. Ora. Il mondo vi sta guardando.

Cordiali saluti

[nome][cognome][città]

 


Co2 e Wto: diamoci un taglio

 

"Sono determinato ad andare avanti sulla via del commercio libero e della crescita economica, assicurando che l'economia globale abbia un volto umano”: con questo slogan Bill Clinton ormai 10 anni fa inaugurò il vertice ministeriale dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto) di Seattle. Centinaia di migliaia di persone a sorpresa si rovesciarono in piazza. Erano operai metalmeccanici statunitensi, colpiti dalle chiusure a raffica delle loro fabbriche delocalizzate in Asia. Erano i contadini e i piccoli produttori, sbattuti fuori dai propri mercati nazionali da merci a prezzi stracciati provenienti dai grandi Paesi esportatori, armati delle proprie multinazionali al seguito. Poi le associazioni, le organizzazioni ambientaliste, equosolidali, pacifiste. Avevano già capito che quel modello di sviluppo non poteva reggere senza danneggiare i diritti fondamentali di tutti noi.
La crisi ci dimostra che avevamo ragione. Ma i nostri Governi rischiano di aggravare la situazione nei prossimi vertici della FAO a Roma, con scarse risposte alla crisi alimentare, della Wto a Ginevra, portando in porto la liberalizzazione dei mercati agricoli e dei servizi, e delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che potrebbe chiudersi senza tagliare le emissioni di Co2.

Facciamo sentire la nostra voce


-   Sul sito www.helplocaltrade.org clicca su “Ok il prezzo è ingiusto”: controlla anche tu quanto pesa il vecchio mercato sui prezzi dei principali prodotti della spesa quotidiana.

-    Da Ginevra il 2 dicembre è partita una carovana di testimoni diretti degli impatti della globalizzazione che arriverà a Copenhagen toccando Parigi, Bruxelles, Francoforte, Amburgo: seguite i suoi spostamenti sul sito http://www.climatecaravan.org/


Guarda e diffondi il videoclip dei movimenti internazionali sulla Wto

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A 10 anni esatti da Seattle. Per un commercio più giusto, per un futuro sostenibile

L'ecosfida...Alberto Zoratti su Articolo1

A dieci anni da SeattleAlberto Zoratti

lo spotverso Copenaghen

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Wto e co2: a 10 anni da seattle,
diamoci un taglio!
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